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Di fronte alla veduta di una delle valli che dalle Alpi Liguri discendono al mare, fatta di terrazzamenti coperti di oliveti, ascoltando le parole scritte da Boine nel 1911, si può scoprire come furono costruiti i circa 220.000 chilometri di muri a secco del Ponente ligure.
Abbiamo ricostruito un tratto di terrazzamento per mostrare come rendesse coltivabili le nostre valli scoscese e permettesse l’impianto degli olivi.
Le navi ormeggiate nel porto di Oneglia nel 1932 e sulle banchine i carri carichi di casse di lattine piene d’olio
raccontano.
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"I nostri monumenti non sono nelle piazze delle nostre città, sono le nostre
"fasce", la pietra tagliata dalle nostre dure braccia liguri e trasformata in terra da coltivare. Questa è la Liguria.
...non ci hanno lasciato palazzi i nostri padri, non ci hanno lasciato la gloria delle architetture composte: hanno tenacemente, hanno faticosamente, hanno religiosamente costruito dei muri, dei muri a
secco... a migliaia, dal mare fin su alla montagna... Muri e terrazze, gli ulivi contorti a testimoniare che hanno vissuto, che hanno voluto, che erano opulenti di volontà e di forza..."
Giovanni Boine
Prototipo di lattina per il commercio verso le Americhe
Materiale: banda stagnata
Tecnica di fabbricazione: litografia
Provenienza: Renzetti, Oneglia
Datazione: XX secolo
Funzionalità: contenitori per il commercio via mare
L’olio era confezionato in lattine variopinte
e spesso fantasiose nei marchi e nelle decorazioni, chiuse in casse di legno. Nel Ponente ligure numerose aziende, in vari decenni di attività, realizzarono molte migliaia di marchi, a documentare l’importanza dell’olio ligure nel mondo. I disegnatori ideavano, di propria fantasia o su precise richieste d’oltreoceano, lattine generiche o marchi precisi. Da principio si trattò di figure semplici, fronde paesaggi o figure simboliche, poi si aggiunsero vedute, panorami famosi, personaggi storici o contemporanei.
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