Nel IV secolo a.C. Atene stava per dare inizio ad uno dei capitoli più importanti e splendidi della storia dell'uomo.
Tuttavia i problemi posti dalla crescita demografica interna costringevano Atene, come altre città della Grecia, a profonde trasformazioni economiche interne e ad un maggiore sviluppo delle esportazioni per far fronte al fabbisogno cerealicolo.
Secondo la leggenda tutti gli olivi ateniesi erano nati dal primo albero fatto spuntare sull'Acropoli dalla dea Atena durante la contesa col dio Poseidone per ottenere il predomino sulla città.
Chiunque avesse abbattuto addirittura uno degli olivi sacri, diretti discendenti di quello di Atena, sarebbe stato condannato a morte o, più tardi, all'esilio e confisca dei beni.

Solone, uno dei Sette Savi della Grecia antica, aveva dato alla città un codice di leggi che esaltava il ruolo dell'olivicoltura ateniese. Secondo queste norme era assolutamente proibito tagliare olivi, se non per il servizio di un santuario o della collettività e in ogni caso fino ad un massimo di due all'anno; era ugualmente interdetta ogni esportazione dalla città di prodotto agricolo che non fosse l'olio d'oliva.

Regole precise stabilivano con grande minuzia anche gli aspetti concreti delle pratiche agricole, come l'allineamento e la distanza dei filari di olivi.
L'olio era una delle merci più richieste nei traffici commerciali mediterranei dell'età arcaica. Anfore olearie ateniesi, corinzie o di altre città sono state ritrovate nei centri coloniali greci dal Mar Nero, all'Africa, alla Spagna, negli empori etruschi e nelle città fenicie oltre che in insediamenti "barbari" dove l'olio d'oliva giungeva come prodotto esotico e prezioso.

Aryballos e strigile - Corinto V° sec. a.C. 
la foto d'archivio mostra un aryballos corinzio e uno strigile.
Si tratta del corredo degli atleti nelle palestre per ungersi d'olio e ripulirsi dopo le gare

Ogni città fabbricava anfore di forma diversa per rendere il contenuto immediatamente riconoscibile e questo permette di seguire la diffusione di questi traffici. L'olio di Atene veniva commerciato in un'anfora detta "SOS" che garantiva agli acquirenti la qualità e la quantità del prodotto.

E' stato calcolato che ogni cittadino adulto che frequentava il ginnasio consumava fino a 55 litri di olio all'anno:

per l'igiene corporea: 30 lt. 
per l'alimentazione: 20 lt. 
come lubrificante o per illuminazione: 3 lt. 
per usi rituali: 2 lt. 
come medicamento: 0,5 lt.

Il consumo era assai maggiore nei centri urbani che nelle campagne e da parte dei cittadini adulti piuttosto che fra le donne o gli schiavi. 

Pena di morte a chi taglia olivi in Attica 

"Se qualcuno avrà sradicato o avrà abbattuto un olivo, sia di proprietà dello Stato sia di proprietà privata, sarà giudicato dal Tribunale, e se sarà riconosciuto colpevole verrà punito con la pena di morte." 

Aristotele, Costituzione degli Ateniesi